Le figlie del padre

17.04.2018

Ho letto  "Le figlie del padre. Passione e autorità nella letteratura occidentale." di Maria Serena Sapegno, Feltrinelli 2018. 

L'opera ripercorre il rapporto padre figlia lungo la storia millenaria della letteratura occidentale, utilizzando le figure, i miti, i personaggi letterari e gli autori come momenti di una elaborazione continua intorno ad un tema affascinante e perennemente inquietante. Il legame della figlia con. Il padre ne esce arricchito da analisi intelligenti e sensibili. La percezione che se ne ha è che non molto sembra cambiato nel corso dei secoli. Certo il padre di oggi non è più il padrone assoluto di ieri, eppure per la figlia è sempre un termine di confronto ineludibile. Nel padre o contro il padre, ma quasi mai senza padre, la figlia trova la forza e l'occasione per affermarsi nel mondo.

Per la figlia il rischio è quello di rimanere intrappolata nell'amore filiale, nel vivere in una bolla incestuosa (incesto spesso per lo più platonico ma comunque mortificante ed autodistruttivo) in un destino di dedizione annichilente ed esaltata (una obbedienza elogiata ed ammirata - ipocritamente - da autori, per lo più maschi). Si parla allora di figlie al servizio del padre avviate ad una verginità guerriera che le esclude dal campo degli amori, capaci di affermarsi nel campo sociale ed anche artistico, finanche di conquistare il potere, ma a prezzo della negazione della propria femminilità e maternità.

Oppure nella letteratura si incontra l'altra figura, quella della figlia che tradisce il padre per un amore non all'altezza, donna della passione amorosa infelice destinata al ripiegamento. Figlie incapaci di farsi largo nella vita senza un padre/amante, bisognose di tutela, alla ricerca di un amante che le faccia da padre e spesso predestinate al fallimento.

Occorre forse considerare come l'asse padre/figlia riguardi una filiazione che ha - nella storia occidentale - una minore rilevanza giuridica. La figlia non assume su di sé quasi mai la responsabilità della prosecuzione della fortuna famigliare, della sopravvivenza del nome: questo ruolo spetta al figlio maschio con il quale spesso il padre ha un rapporto di rivalità, nel quale aleggia il fantasma della volontà di sostituzione e l'ansia di sopravvivenza. Forse proprio per questo il legame padre figlia acquisisce il senso di una discendenza pura, disinteressata, ideale, inscritta nel nome dell'amore gratuito, lontano dalle necessità del potere.

Ed è forse per questo che, per un padre, il rapporto con la figlia può rappresentare spesso il tentativo di riconciliarsi con la propria madre, di plasmare nella figlia un femminile idealizzante, docile, adorante al perpetuo servizio del figlio/padre /maschio.

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