PSICOTERAPIA A MACERATA 


Il termine "trauma" conosce nella nostra epoca un successo indubbio. Nel senso comune la nozione di trauma è il principale meccanismo di spiegazione della sofferenza psichica, condividendo questo primato con l'altrettanto frequente ricorso ad una possible presunta causa genetica.

Nel mese di novembre sono stato invitato a tenere un intervento a Sestri Levante - Genova sul tema del "Trauma infantile e la lezione della psicoanalisi". Ringrazio per questa opportunità la sede ed ai colleghi FLaI di Genova.

DI COSA MI OCCUPO...

Cerco di aiutare quelle persone che "non riescono a..." fare/essere qualcosa che pensano di desiderare, di dover essere, oppure "non riescono a fare a meno di...." agire un certo comportamento o pensare ad una certa idea.

Il linguaggio della scienza psicologica definisce questi stati come disturbi ansioso depressivi, fobie e attacchi di panico, disturbi dell'umore e della sfera sessuale, disturbi ossessivo-compulsivi, disturbi alimentari (anoressia/bulimia) problematiche relazionali, di comunicazione, di autostima (insuccesso sociale, professionale, ecc.) e sentimentali -affettive.

Inoltre ho una esperienza specifica nel campo delle tossicodipendenze dell'alcolismo e del gioco d'azzardo.

Negli anni mi sono occupato anche di prevenzione al disagio nell'ambito scolastico, della valutazione psicologica in campo legale in casi di abusi sessuali ed infine di consulenza e formazione nell'ambito dei percorsi di pre e post adozione.

Sono Giudice Onorario presso il Tribunale per i Minorenni di Ancona.

Sono iscritto all'Albo Professionale degli Psicologi della Regione Marche. (n iscrizione 447)

Maggiori informazioni https://andreaiommipsicoterapeuta.it



Se mi si chiedesse perché ho scelto questo lavoro e questa carriera di studi non potrei che rispondere che mi sono sempre sentito attirato da tutto ciò che è umano, che ha a che fare con le persone, le collettività, i discorsi, le arti e le culture, la storia del pensiero e soprattutto i singoli individui. Così tra tutte le possibili scienze umane ho scelto la psicologia ed in particolare la psicoanalisi che secondo me meglio di ogni altra disciplina ci permette di conoscere l'uomo nella sua infinita, concreta complessità ed aiutarlo. Di conoscere l'uomo al di là dei pregiudizi, delle categorie, delle etichette (anche quelle della scienza, come certe diagnosi) delle false aspettative.
Ma ecco il punto! Come si può aiutare l'altro, il proprio simile? Non sembra forse un atto di enorme presunzione pensare di poterne sapere più degli altri sulla loro vita, sulle loro scelte?
Così, più che giudicare, dire cosa è giusto, sano, morale, corretto, vantaggioso o meno, credo bisogni sforzarsi di accompagnare - con accoglienza e rispetto - la persona che abbiamo davanti nel suo percorso di conoscenza di sé. Perché sapere aiuta: non c'è possibilità di cambiamento, di guarigione, se non si approfondisce la conoscenza dei propri limiti, della propria storia. Si tratta di una conoscenza che la persona deve produrre da sola, ma che necessita la presenza di un compagno di strada - il terapeuta - che metta in guardia dagli auto inganni di cui spesso sono intessute le nostre storie.
È tuttavia il sapere non basta a guarire. Sapere non è sufficiente. Occorre che alla comprensione si aggiunga una volontà profonda, un desiderio di novità, che possa recidere i lacci del passato e lanciare il soggetto nel mondo. Che gli si consenta di vedere il mondo con altri occhi.
"L'unico vero viaggio, l'unico bagno di giovinezza, sarebbe non andare verso nuovi paesaggi, ma avere altri occhi, vedere l'universo con gli occhi di un altro, di cento altri, vedere i cento universi che ciascuno vede, che ciascuno è." 
(La Prigioniera, M. Proust, trad. di Paolo Serini )